venerdì 30 settembre 2016

Alla mia fiamma... grazie.





In te contemplo l'infinito che si trova in me,
Le mie qualità e i miei difetti,
La metà sconosciuta che da sempre mi appartiene, ma che ancora una volta è stata celata dall'illusione del mondo materiale.
Il mio cuore tocca l'infinito quando sei al mio fianco, ma ancor più quando mi sei distante
Perché le nostre anime vivono di una continuità che va oltre lo spazio tempo.
Vestiti di altri corpi abbiamo attraversato i luoghi e le strade del tempo
E ora che sei ancora una volta qui con me provo tanta gratitudine, gioia, vero amore.

giovedì 22 settembre 2016

Brahmā, 21/09/16




"Siete uniti da sottilissimi fili che permettono alla realtà materiale che voi conoscete di esistere.
L'insieme di atomi e delle particelle subatomiche non troverebbe senso nel disegno più grande se le vostre menti non dipingessero la realtà attraverso i sensi.
La vostra vita, la vostra esistenza nel materiale permette a voi e ad altre anime di trasformare ciò che da sempre è in nuovi disegni e nuove forme.
Pensieri che concretizzano la materia, materia che viene catalogata dal vostro pensiero e che concorre nel dare vita al movimento di ciò che sempre è.
Equilibrio dinamico.
L'Universo è uno, la sua unità è dinamica all'interno.
Le forze sottili delle energie generate da tutto ciò che lo compone si muovono incessantemente creando un equilibrio non statico, quindi vivo, in cammino.
Nulla è stato generato e nulla finirà perché il Tutto concorre a generare l'unità.
Come acqua di un fiume che scorre e che se evapora solo si trasforma ma non scompare."

martedì 23 agosto 2016

Alla mia fiamma gemella...




Ti ho trovato ancora prima di sapere che ti stavo cercando
Mi hai offerto il tuo amore e questo mi ha portato a guardare me stessa e il mio presente in modo diverso e nuovo.
Così lontani nelle esperienze e nei punti di vista sulla vita, ma così vicini nelle vibrazioni delle nostre anime.
Mi sento fortunata di averti trovato, perché ogni ostacolo che incontro lungo il mio cammino non mi fa più paura, ma diventa una nuova crescita.
Grazie a te ho imparato a guardare le cose in modo diverso e completo.
Averti al mio fianco mi ha permesso di rinascere e di conoscere la vera me stessa.
Nel riflesso dei tuoi occhi vedo il mio amore e la vera felicità, il mio spirito vibra al pensiero di averti al mio fianco e il nostro amore aprirà altri cuori alla gratitudine e alla vita.
Grazie.

giovedì 18 agosto 2016

Il difficile compito delle fiamme gemelle




Spesso chi incontra la propria fiamma gemella si trova in una situazione dicotomica... Affinità di anime e distanze di esperienze e condizioni di vita.
Ma è proprio questa dicotomia che permette alle fiamme genelle di crescere ed evolversi. Le sfide sono tante e spesso sfociano le problematiche che portano le persone ad allontanarsi anche per tempi lunghi.
Ma le fiamme gemelle spinte dalla promessa che prima di incarnarsi si sono fatte si incontreranno nuovamente con una nuova forza che tende all'amore e alla Fonte.
E ringrazio l'universo per avermi permesso di affrontare questo splendido percorso di crescita.

mercoledì 27 luglio 2016

Depressione e sistema energetico



Di recente ho cominciato una terapia per curare farmacologicamente lo stato depressivo che mi ha colto dopo tutti i cambiamenti che ho dovuto affrontare in quest'ultimo periodo.
Naturalmente non ho tralasciato il mio percorso spirituale, anzi ho cominciato ad approfondire le cause, le conseguenze e i possibili interventi che si possono applicare dal punto di vista energetico.

La mia percezione è stata di essere come divisa in due, come se il chakra del cuore non riuscisse a connettere quello che era il mio pensiero (sesto chakra)  con la soddisfazione dei miei bisogni primari (primo chakra).
Non mi sentivo né radicata né aperta all'energia universale,le emozioni mi invadevano ed è come se si fosse scatenato un vero e proprio blocco energetico che tendeva ad incrementare a dismisura l'attività del sesto chakra e rendermi completamente estranea dal presente.

Claudia Rainville nel suo manuale sulla metamedicina ("Ogni sintomo è un messaggio" ed.Amrita),in linea con molte teorie psicologiche, sostiene che la depressione origini dal vivere un'infanzia in un ambiente nel quale il bambino non si è sentito amato, accudito e protetto.
Il bambino per sopravvivere quindi fa scattare dei meccanismi come ad esempio la dipendenza affettiva; comincia a comprendere che nel momento in cui si ammala comincia ad essere accudito, quindi anche da adulto metterà in atto lo stesso meccanismo.
Quindi l'attaccamento nei confronti di una persona, le dipendenze e il sovraccaricarsi di attività cominciano a diventare l'unico modo con il quale si può riempire quel vuoto lasciato da quell'amore e quel senso di sicurezza e protezione che ci sono stati negati nell'infanzia.
Lei suggerisce di far riaffiorare gli eventi che vissuti nell'infanzia hanno fatto germogliare il male di vivere, guidando i lettori attraverso una serie di domande. Dopo aver circoscritto gli eventi traumatici, prendere contatto con il nostro bambino interiore che ha tanto sofferto, offrendogli amore protezione e soprattutto una valida alternativa che non sia quella del lasciarsi andare al desiderio di morire.

Ho provato ad applicare il suo metodo e devo dire che all'inizio non è stato semplice... era come se emotivamente mi bloccassi e non riuscissi ad arrivare a pensarmi così piccole e sofferente.
Poi praticando più volte alla fine sono riuscita a vedere me bambina, così triste, sola e piena di paura che ascoltavo le urla dei miei genitori. Mi sentivo in colpa per il fatto che non ero capace di farli smettere e ad un tratto era come se nella mia mente fiorisse il pensiero che proprio la mia esistenza fosse la causa di tutto la loro rabbia e dolore.
Ho cominciato a guardarmi.. piccola, sola, rannicchiata nel letto, piena di paura e tristezza.
Mi sono seduta accanto a quella bambina e l'ho presa in braccio, rassicurandola sul fatto che la sua mamma e il suo papà non stavano litigando a causa sua... che per loro lei e per il mondo lei era importante, unica e speciale.
Ho cominciato ad avvertire un'incredibile energia sprigionarsi dal chakra del cuore e lacrime copiose rigavano le mie guance.
All'improvviso quel pianto compassionevole si è trasformato in gratitudine di esistere, in amore puro.
Tutt'ora posso richiamare in me quella sensazione di trasformazione del dolore in amore.

Un altro modo che applico per equilibrare cuore e mente e allo stesso tempo radicarsi è quello di fare lunghe camminate nella natura. Per fare questo non occorre per forza abitare vicino ad un bosco o in un posto di mare, ma basta sincronizzarsi sul presente, su quello che realmente ci circonda.
Mettere a tacere per una attimo il pensiero e percepirsi in sincronia con il Tutto, accogliendo quello che i nostri sensi percepiscono.
Lo si può fare anche semplicemente osservando il cielo, il movimento delle nuvole, le foglie mosse dal vento, godere del calore del primo sole del mattino...
Adoro ad esempio il momento dell'alba, quando il silenzio della notte si dissolve nei rumori della natura che si risveglia e della attività umane che per un altro giorno ancora hanno inizio.
Questa tecnica la si può applicare in qualsiasi momento della giornata e in qualsiasi posto ci troviamo.
Osservare con gratitudine la possibilità di assistere a questo spettacolo, percepire di fare parte di tutto quello che ci circonda, insomma risvegliare quella gratitudine nei confronti della vita dal quale il troppo pensare ci allontanato.

Ho cominciato ad accogliere questo disturbo che mi ha accompagnato per quasi tutta la vita. Prima cercavo di combatterlo, di non avvertire il dolore che provavo, e continuavo a costruire muri dentro di me per arginare le emozioni che potevano riportarmi agli eventi dolorosi che hanno caratterizzato il mio percorso.
L' enorme sforzo che impiegavo per nascondere a me stessa e agli altri il dolore, mi ha portato ad una frattura fra quello che provavo e quello che esternamente manifestavo e le conseguenze erano la rabbia nei confronti di me stessa, il percepirmi frammentata, vuota, disorientata.
Riconoscere il disturbo borderline è stato il primo passo... so che non sarà una strada semplice da percorrere, ma ora ho le armi per sfondare le barriere interiori che nascondono il mio vuoto... posso guardarlo, accoglierlo e trovare in me stessa l'amore, la compassione e la gratitudine necessari per riempirlo.





venerdì 8 luglio 2016

La notte buia dell'anima







Sono in una fase della vita dove ho dovuto elaborare la perdita di tutto quello che avevo conquistato durante il mio percorso spirituale
Alcuni definiscono questa tappa del percorso spirituale la notte buia dell'anima.
E' un momento nel quale sembra quasi che l'Ego voglia rivendicare il suo posto e di fronte alla nostra non accettazione.

Separazione fra ciò che si sa e ciò che si sente, solitudine, mancanza e paura che negli anni precedenti al mio percorso avevo inconsciamente alimentato mi si sono svelati nella loro drammatica potenza e ho avvertito come l'impressione di avere armi troppo deboli per poterli combattere.

Per me quindi questo è un periodo di pausa, un momento nel quale devo affrontare il vuoto e resistere al grido impetuoso del dolore che scaturisce dalla presa di coscienza che la convinzione di essere arrivata ad un equilibrio era solo l'ennesima illusione della mente.

E' come non trovare più una connessione fra il mio esistere terreno e la mia coscienza, una lacerazione che in ogni istante mi rende evidente la frattura fra cuore e mente e mi ritrovo a vivere altalenandomi fra il dolore del passato e la paura del futuro.

Ma in tutto questo sprofondare nell'oblio, ci sono anche istanti durante i quali continuo ad avvertire una speranza... una luce che non proviene dalla comprensione, ma dal mio più intimo sentire del cuore.
E oltre alla caduta intravedo la  possibilità di uscire dal labirinto dei miei schemi mentali.
Non posso essere solo quel vuoto doloroso, il buio non è che l'assenza di luce...

Quindi ho deciso di riconnettermi con la mia vera essenza, con quella parte di me che è manifestazione del Tutto, e ci sono brevi istanti dove il presente ricomincia a splendere.

Non si tratta di ricominciare da capo, ma di dare il via ad un nuovo punto di partenza, quindi ho deciso di dedicarmi all'ascolto di quello che mi sta accadendo, anche di quella parte d'ombra che ognuno di noi possiede e che spesso, temendola,  maschero con la razionalità.

Forse il sentiero sta proprio nell'osservare e nel lasciare andare... nell'accettazione che non tutto è razionalmente comprensibile, per prima cosa noi stessi.
Lasciar scaturire la compassione di quella mia parte così spaventata e fragile alla quale solo io posso dare conforto.


domenica 20 marzo 2016

Ostara 2016

Oggi è Ostara, il primo giorno di primavera e un caldo sole ha dato inizio alla nostra giornata di festeggiamenti.
Il raggi del sole scaldano l'aria, le giornate sono sempre più lunghe e questo ha come conseguenza ad un vero e proprio risveglio della natura... i fiori cominciano a schiudersi e sui rami degli alberi compaiono le foglie, gli animali escono dal letargo, è il tempo del risveglio e della rinascita ed un ottimo periodo per cominciare a concretizzare tutto ciò che abbiamo progettato durante la pausa del periodo invernale.

Dato che la domenica solitamente andiamo a pranzo dalla nonna, abbiamo deciso di suddividere la celebrazione di Ostara in due giorni.
Dopo aver ricordato cosa è l'equinozio e perché si celebra Ostara, abbiamo fatto una breve meditazione per connetterci alla Dea e al Dio, nonché agli Spiriti Elementali, affinché i semini che avremmo piantato da li a poco e tutti nostri progetti si arricchissero dell'energia universale e venissero protetti.



















Poi siamo passati alla parte operativa. Abbiamo scelto di piantare camomilla e borragine e naturalmente erba gatta per Pongo, il nostro gatto di casa.








Finito di lavorare abbiamo ringraziato la Dea e il Dio e tutte le energie che ci sostengono durante il nostro percorso,




Buona Ostara a tutti, che i nostri progetti siano sempre rischiarati dalla Luce e dall'Amore.



LE ORIGINI DI OSTARA

Ostara è uno degli otto sabbath neopagani, giorno  dell'equinozio di primavera,che nell'emisfero nord coincide con il 21 marzo (quest'anno si celebra in anticipo perché ci troviamo in un anno bisesto), e nell'emisfero sud il 21 settembre. 
In questo giorno si celebra Eostre, dea di origini germaniche che rappresenta la primavera, la rinascita e la fertilità dei campi. E' una festività che è stata introdotta ufficialmente da Gardner, teorico della wicca e padre della moderna stregoneria.

Le prime notizie che riguardano culto di Eostre sono dell'VIII sec,dove nell'opera del 725 dC Tempoum Ratione, il monaco northumbriano Bede racconta che i contadini festeggiavano Eosturmonap, per propiziare il raccolto e celebrare così il risveglio della natura e sembra che il termine inglese Easter derivi proprio da questa festività.
Eostur-Monath, era la definizione del mese lunare per i popoli anglo-sassoni e corrispondeva circa al nostro aprile , successivamente il nome della festività divenne Ostara


Eostre è una divinità, si pensa di origini germaniche.
Al contrario delle molte testimonianze e leggende che possiamo trovare circa il culto di altre divinità pagane, a parte la citazione di Bede, non abbiamo molte
 testimonianze a proposito del culto di Eostre.
Alcuni pensano che le sue origini appartengano alla cultura germanica, altri che fosse stata una Dea Celtica.
Il nome potrebbe derivare da Aus o Aes (Est), e infatti la divinità è legata al sole nascente e alla vita che si risveglia grazie al suo calore e questa Dea e la lepre è uno dei simboli che la rappresenta.

Infatti esiste una storia, che troviamo ancora nella tradizione ucraina,  in cui si racconta che Eostre un giorno trovò un uccellino ferito. Per curarlo gli diede un nuovo corpo e lo trasformò in lepre. Ma l'incantesimo ebbe un effetto sorprendente... infatti questa lepre aveva conservato la capacità di fare delle splendide uova decorate e ne diede uno ad Eostre per ringraziarla di averle salvato la vita.
E proprio da questo deriverebbe il moderno Coniglio Pasquale, che nella notte dopo aver decorato le uova, le nasconde nei giardini affinché i bambini possano trovarle

La lepre quindi è un simbolo di Eostre, ma compare come animale sacro in tantissime tradizioni come quella cinese, africana e quella indiana.
I britanni associavano la lepre alla divinità della Luna e della caccia, e i Celti credevano che avesse qualità divinatorie e dato al suo accelerato ciclo riproduttivo la associavano alla fertilità.
Gli indiani pensavano che una grande lepre avesse creato la terra; in Cina troviamo la Lepre lunare in grado di preparare elisir di immortalità e nel buddhismo si racconta che una lepre si sacrificò saltando nel fuoco per nutrire il Buddha e che lui ne impresse così la sua immagine sulla luna.
Anche nella cultura norvegese la lepre è associata alla luna, infatti le divinità lunari sono rappresentate seguite da una processione di lepri che portano lanterne.